La pillola contraccettiva, più semplicemente conosciuta come pillola, è uno dei metodi anticoncezionali più diffusi dopo il preservativo: la utilizza, infatti, il 29% delle italiane in età fertile (Statista, 2018).

Molti sono i benefici, sia contraccettivi che extracontraccettivi: oltre che per evitare gravidanze indesiderate, la pillola viene assunta, su prescrizione medica, da coloro che soffrono di endometriosi e anemia.

Allora perché si è ancora scettiche riguardo al suo utilizzo?

Come emerge dal rapporto dell’European Parliamentary Forum on Population and Development, che a inizio anno ha presentato i dati sulla diffusione e l’accesso alle moderne tecniche di contraccezione in 46 stati dell’Europa, l’Italia non brilla in tema di contraccezione. Complici non soltanto i deficit culturali e la scarsa informazione, a tenere lontane le italiane dalla pillola contraccettiva sono soprattutto i cosiddetti “effetti collaterali minori”.

Quali sono gli “effetti collaterali minori” della pillola?

Oltre ai timori delle donne circa la possibile correlazione tra pillola e patologia cardiovascolare e neoplastica, ciò che maggiormente influenza negativamente la diffusione della contraccezione ormonale è la comparsa di alcuni effetti indesiderati quali:

• Cellulite
• aumento del peso associato alla ritenzione
• perdite di sangue o spotting
• gambe gonfie e dolenti
• mal di testa
• nausea
• dolore al seno
• sbalzi d’umore
• calo del desiderio sessuale
• alterazioni di pelle, unghie e capelli.

Si tratta di disagi molto soggettivi (la cui intensità varia da persona a persona) ma che influenzano il benessere psicofisico e relazionale delle donne, portando molto spesso a interrompere la terapia. Secondo un noto studio italiano (Fruzzetti, 2016) il tasso di abbandono per queste ragioni è alto e s’aggira intorno al 24%. Nonostante le pillole di nuova generazione siano formulate per minimizzare tali effetti, la possibilità che si presentino permane.

Pillola: quali i potenziali rischi per la salute?

Così come emerge dallo studio sopracitato, solo una piccola percentuale di donne (il 4,4%), interrompe la terapia contraccettiva a causa di “effetti collaterali maggiori” quali, ad esempio, trombosi venosa, dislipidemia e alterazioni della coagulazione. Molto dibattuta rimane l’associazione tra l’assunzione della pillola estroprogestinica e la comparsa di cancro.

Uno studio pubblicato nel marzo del 2017 sull’American Journal of Obstetrics and Gynecology, che ha seguito 46.000 donne britanniche per oltre 30 anni, dimostrerebbe che le donne che hanno assunto la pillola combinata, a base di estroprogesticici, hanno meno rischi di ammalarsi di cancro del colon, dell’endometrio e dell’ovaio negli anni successivi all’interruzione della pillola, e un rischio più alto di cancro del seno e dell’ovaio durante l’assunzione.

Le conclusioni sono che la pillola ha un effetto “neutro” sul rischio complessivo, poiché i pro e i contro si bilanciano e, a cinque anni dall’interruzione della pillola, non si notano più differenze tra le donne che l’hanno assunta e quelle che non l’hanno mai presa (AIRC).

Altra questione controversa è quella in merito a “pillola e depressione”. Lo studio che ha suscitato non poche polemiche è quello pubblicato su Jama (Skovlund CW, 2016) il quale ha riportato un aumento del 23% della probabilità di soffrire di depressione per le donne che assumono la pillola anticoncezionale combinata, rischio che raggiunge il 34% in caso di pillole a base di solo progestinico (la cosiddetta minipillola).

La smentita, però, è arrivata da una nuova ricerca pubblicata su Contraception (Worly BL,2018) la quale dimostra, infatti, che le donne che fanno uso di contraccettivi ormonali, soprattutto quelli a base di soli ormoni progestinici, non presentano un maggior rischio di sviluppare depressione.

L’importanza del ginecologo nella scelta della pillola

Fondamentale è quindi scegliere la pillola giusta con l’aiuto del ginecologo che provvederà a “personalizzare” la terapia contraccettiva, eventualmente associando una corretta integrazione, proprio per permettere di rispondere adeguatamente alle necessità di ogni donna.

Fonti:
AIRC “È vero che la pillola anticoncezionale aumenta il rischio di cancro?”
https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/corretta-informazione/pillola-anticoncezionale-cancro

Fruzzetti F et al. “Discontinuation of modern hormonal contraceptives: an Italian survey. Eur J Contracept Reprod Health Care.” 2016 Dec;21(6):449-454.

Skovlund CW et al. “Association of Hormonal Contraception With Depression.” JAMA Psychiatry. 2016 Nov 1;73(11):1154-1162

Worly BL et al. “The relationship between progestin hormonal contraception and depression: a systematic review.” Contraception. 2018 Jun;97(6):478-489