Mal di testa, gambe gonfie, seno duro e dolente. Sono solo alcuni tra i sintomi più comuni della dismenorrea primaria, ossia i dolori che colpiscono le donne durante il ciclo mestruale, durante il quale si innesca un processo infiammatorio dovuto allo squilibrio ormonale fisiologico e quando non dovuti a una patologia specifica. (1)

I dolori mestruali affliggono, in maniera più o meno importante, le donne fertili di tutte le età: non a caso, la dismenorrea è una delle più comuni condizioni di interesse ginecologico. (2)
Nel nostro articolo cercheremo di capire quali sono i sintomi e le cause dei dolori mestruali e quali i trattamenti possibili.

Dismenorrea: che cos’è

I dolori mestruali vengono distinti in dismenorrea:

  • primaria: quando è causata da fattori intrinseci alla fisiologia uterina, in assenza di alterazioni rilevabili negli organi pelvici. (3) Si tratta di un sintomo attribuibile ai cambiamenti ormonali dovuti ai cicli ovulatori e ad un’eccessiva produzione di prostaglandine, che provocano contrazioni spastiche e dolorose dell’utero durante i primi due giorni del flusso mestruale. Entro certi limiti, quindi, in una giovane donna il dolore è da considerarsi normale e fisiologico. (4)
  • secondaria: quando dipende da una patologia pelvica. Le cause più comuni sono l’endometriosi, l’infiammazione delle tube o delle ovaie, l’adenomiosi uterina, l’uso di un dispositivo intrauterino quale metodo di contraccezione e la presenza di fibromi e polipi dell’utero o della cervice. (3)

In genere, la storia clinica rivela che nella dismenorrea primaria (o idiopatica) l’inizio del disturbo risale all’epoca della prima mestruazione o al massimo 6-12 mesi dopo, mentre nella secondaria i sintomi compaiono diversi anni dopo il menarca. (3)

Quali sono i sintomi?

Nella dismenorrea primaria (di gran lunga più frequente rispetto alla sindrome dismenorroica secondaria), il dolore è crampiforme, localizzato nella regione pubica con irradiazione ai fianchi, nella regione lombo-sacrale e alle cosce, concomitante con l’inizio del flusso mestruale. (4)

A volte invece il dolore precede la mestruazione di 12-24 ore, persiste per uno o due giorni e solo nel 10-15% delle donne affette da dismenorrea supera i tre giorni di flusso. (4)
Spesso il dolore è associato a nausea, vomito, cefalea, diarrea, irritabilità e sonnolenza e in casi particolari a collasso.

Quali sono le cause dei dolori mestruali?

I fattori che scatenano il dolore mestruale sono essenzialmente di ordine chimico-fisico, e dipendono dalle prostaglandine, sostanze prodotte dall’organismo che aumentano la contrazione uterina per espellere il flusso mestruale. È stato osservato che nelle donne affette da dismenorrea, la produzione e il rilascio di prostaglandine a livello dell’endometrio (muscolo uterino) è maggiore rispetto a chi non si accorge nemmeno dell’arrivo delle mestruazioni. (4)

Il motivo di questo aumento non è stato ancora scoperto: si suppone sia legato alla secrezione ormonale, anche se gli studi in materia non hanno evidenziato significative alterazioni nel dosaggio degli ormoni sessuali nelle donne dismenorroiche. (4)

Il ruolo delle prostaglandine

Le prostaglandine causano un aumento dell’attività contrattile dell’utero (a tutti gli effetti un muscolo involontario, non controllabile cioè dalla nostra volontà) che si associa all’azione vasocostrittice indotta da un altro ormone, la vasopressina.

Ebbene, è stato osservato che la dismenorrea si verifica in seguito ad un insufficiente apporto di sangue all’utero, che rende più sensibili le terminazioni nervose agli stimoli chimici e fisici indotti appunto da prostaglandine e vosopressina. Il risultato è il tipico dolore sotto forma di crampi e i sintomi collaterali di nausea e vomito. (5)

Dolori mestruali e pillola anticoncezionale

La scoperta della contraccezione ormonale agli inizi degli anni 60 ha rivoluzionato il modo di vivere la propria sessualità e ha permesso alle donne un controllo assolutamente nuovo sui propri ritmi biologici. (3)

Tuttavia, i benefici della pillola contraccettiva si estendono al di là del solo controllo del concepimento. Negli anni, infatti, si sono aggiunte numerose evidenze scientifiche relative al ruolo terapeutico e preventivo in numerose situazioni cliniche. (2)

Nello specifico, le sue proprietà extra-contraccettive possono essere utili in diversi ambiti, tra cui i sintomi del ciclo mestruale. (6)
Un recente studio svedese ha dimostrato che la pillola anticoncezionale può svolgere anche un’azione analgesica per i dolori del ciclo mestruale, data la sua capacità di diminuire la produzione di prostaglandine. Questo è stato il primo studio che ha accertato un effetto di cui si parlava da tempo ma che non era ancora stato dimostrato. (3)

I contraccettivi ormonali, abolendo la ciclicità ovarica, contrastano i meccanismi alla base dell’aumentata liberazione di prostaglandine. Inoltre, la riduzione della quantità del flusso mestruale e delle prostaglandine prodotte a livello endometriale, causa una riduzione del dolore legato alle contrazioni uterine. (2)

I contraccettivi ormonali combinati a base di Clormadinone acetato sono particolarmente adatti per l’effetto diretto di questo progestinico sulla sintesi delle prostaglandine. (2)

FONTI

[1] Dolori da ciclo? Alleviarli in modo naturale è possibile 
[2] Le mestruazioni dolorose sono una cosa seria: ecco cosa fare 
[3] Dolori mestruali 
[4] Dismenorrea 
[5] I benefici extra-contraccettivi della pillola 
[6] Dismenorrea: la pillola contraccettiva può alleviare il dolore?