La donna attraversa diverse fasi nella vita. Con la pubertà passa dall’essere bambina all’essere donna attraverso il menarca, che rappresenta un processo fisiologico che a partire dalla prima mestruazione accompagnerà la donna per tutta la vita fino alla menopausa (fine delle mestruazioni), in genere intorno ai 50 anni.

La menopausa è una tappa fisiologica importante che rappresenta un momento “particolare” per le sue implicazioni a livello fisico e psicologico. Uno degli aspetti più significativi da considerare è la salute delle ossa e il conseguente rischio aumentato di osteoporosi, una condizione caratterizzata dalla perdita di massa ossea e da un aumento del rischio di fratture.

Proprio per questo, lo studio SWAN sull’osso (Study of Women’s Health Across the Nation) si è posto come obiettivo quello di valutare i cambiamenti nella salute ossea delle donne durante la transizione della menopausa (MT). [1] Vediamo cosa è emerso.

Menopausa e cambiamenti ormonali

La menopausa rappresenta un momento fisiologico della vita della donna, che coincide con il termine della sua fertilità. In genere si verifica tra i 45 e 55 anni di età, ma non sono rare menopause precoci e tardive. [2]

In questa fase iniziano ad abbassarsi i livelli di estrogeni. Questo abbassamento è legato all’esaurirsi del patrimonio di follicoli ovarici e alla conseguente diminuzione dell’attività endocrina ovarica, come segnano le basse concentrazioni di Estrogeni, gli ormoni sessuali femminili. [3]

Tra le conseguenze più importanti del calo degli estrogeni, vi è l’aumento del rischio di patologie osteoarticolari, in particolare aumenta l’incidenza di osteoporosi. [1]

Cos’è l’osteoporosi?

L’osteoporosi è una malattia sistemica dell’apparato scheletrico, caratterizzata da una bassa densità minerale e dal deterioramento della micro-architettura del tessuto osseo, con conseguente aumento della fragilità ossea. Questa situazione porta a un aumento del rischio di frattura (in particolare di vertebre, femore, omero, ossa del polso e della caviglia) per traumi anche minimi. (3)

L’osteoporosi, infatti, definita la patologia silente, corre silenziosa per anni, priva di sintomi specifici, fino a quando non si mostra con la prima frattura. Questo diventa il limite maggiore nel saperla riconoscere, prima che sia troppo tardi.

Impatto della menopausa sulle ossa, lo studio

Gli estrogeni sono da sempre considerati come “protettori delle ossa”: conoscenza confermata dalla scienza e dai numerosi studi scientifici. Fisiologicamente aiutano a prevenire l’indebolimento delle ossa rallentandone la naturale disgregazione: ecco perché la loro riduzione durante la menopausa accelera notevolmente la perdita di massa ossea. [1]

Ma vediamo nello specifico cosa è emerso dallo studio SWAN, condotto su un’ampia popolazione multietnica di oltre 2.000 donne seguite per oltre 20 anni in cinque centri clinici degli Stati Uniti.

Risultati dello studio
È emerso che la densità minerale ossea (BMD- bone mass density) inizia a diminuire più rapidamente circa un anno prima dell’ultima mestruazione. Questo declino della massa ossea, sembra sia rapida per tre anni e continua, anche se più lentamente, in post menopausa.

Si è osservato, inoltre, che le donne che perdono più densità ossea durante la transizione della menopausa hanno più fratture in post menopausa. In particolar modo, è emerso che durante questi tre anni di più rapida perdita ossea, il tasso medio di perdita della BMD nelle donne bianche è:

  • del 2,5% all’anno nella colonna lombare,
  • dell’1,8% all’anno nel collo del femore.

Durante il periodo di perdita rapida, infatti, la densità ossea diminuisce in media di circa il 2% ogni anno, con cali maggiori nella colonna vertebrale e nell’anca.

Nell’arco di 10 anni, il declino cumulativo della densità ossea diviene di circa il 10%: l’osso perde di qualità e di forza, sino a perdere sempre più la capacità di resistere a rotture o fratture. Le donne con menopausa precoce, poi, presentano un maggior numero di fratture.

Tuttavia, badare soltanto alla densità ossea è un vero e proprio limite: occorre tener conto anche della qualità delle ossa.

Le donne obese, ad esempio, pur mostrando una densità ossea maggiore rispetto alle donne normopeso hanno subito lo stesso numero di fratture; ma rispetto a quelle non obese con una densità ossea simile, le donne obese hanno subito un numero significativamente maggiore di fratture.

Infine, la densità ossea è più elevata nelle donne con diabete di tipo 2 rispetto alle donne sane; tuttavia, la resistenza ossea è più bassa nelle donne diabetiche e queste ultime subiscono più fratture rispetto alle donne senza diabete. [4] Ciò può essere dovuto a una qualità ossea inferiore, a una menopausa più precoce e a una perdita ossea più rapida nelle donne diabetiche. [1]

Conclusioni dello studio
Poiché la massa ossea diminuisce rapidamente durante il periodo di transizione verso la menopausa ed è accompagnata da cambiamenti deleteri nella microarchitettura della struttura dell’osso che possono essere irreversibili, intervenire preventivamente diventa essenziale, per prevenire l’osteoporosi e ridurre il rischio di fratture debilitanti in età avanzata.

Va poi considerato che condizioni come obesità e diabete rappresentano dei fattori di rischio che mettono più a rischio la salute delle ossa.

Quali mosse per mantenere le ossa in salute?

È importante imparare a prenderci cura anche delle nostre ossa, prima che sia troppo tardi. Prevenire, in questo caso, più che mai, diventa essenziale, se non tutto. Ma come? Ecco qualche consiglio: [2]

  1. Praticare regolarmente un’adeguata attività fisica per mantenere uno stile di vita attivo.
  2. Segure un’alimentazione varia ed equilibrata, assumendo, in particolare, adeguate quantità di calcio e vitamina D.
  3. Esporsi alla luce solare per fare il carico di vitamina D.
  4. Limitare o evitare il consumo di bevande alcoliche (in grado di ridurre l’assorbimento di calcio e l’attività delle cellule che “costruiscono l’osso”).
  5. Mantenere un peso corporeo ottimale: no ad eccessiva magrezza o sovrappeso /obesità.
  6. Non fumare.
  7. Prestare attenzione ai fattori di rischio individuali (fattori genetici/familiari, riduzione dell’altezza di 4 cm o più, menopausa, malattie e/o terapie farmacologiche particolari).

Fonti

[1] Karlamangla AS et al., Bone Health During the Menopause Transition and Beyond. 
[2] O.N.D.A: Le fasi della salute della donna – Dalla pubertà alla menopausa
[3] Ministero della Salute: Menopausa
[4] Ministero della Salute: Osteoporosi