In questi giorni se ne parla moltissimo. Di cosa? Ma ovviamente del pap test!

Sicuramente l’avete sentito nominare moltissime volte e la maggior parte di voi lo conosce molto bene come esame di routine. Ma sappiamo davvero tutte perché è così importante eseguirlo?

Iniziamo da un po’ di storia. Il suo nome deriva dal medico Georges Papanicolaou che, a metà del 1900, ne propose l’utilizzo per la diagnosi del tumore della cervice uterina. Fu così che a partire dagli ’70 in molti paesi è iniziato lo screening utilizzando proprio questo esame.

E i risultati sono stati incredibili: il pap test ha contribuito a ridurre il numero di casi di cancro alla cervice e i decessi di oltre il 60% [1].

Pap test, quando farlo per la prima volta?

Se siete in cura da un ginecologo, sarà sicuramente lui a dettarvi i tempi. In ogni caso, il primo pap test va eseguito solo dopo aver avuto i primi rapporti sessuali, sia che si verifichino a 16 anni che a 26 [2].

Non c’è quindi un’età esatta in cui eseguire questo esame, ma dipende dall’inizio dell’attività sessuale. Questo perché oggi si sa con certezza che il cancro al collo dell’utero è provocato dal virus HPV, che si trasmette esclusivamente con i rapporti sessuali non protetti.

In generale, viene raccomandato di eseguire l’esame con una cadenza regolare di 3-5 anni, salvo indicazioni diverse del medico, e fino ai 65-70 anni di età [1].

In cosa consiste il pap test?

Ma come si esegue? Tranquille, nulla di più semplice, veloce e indolore.

Consiste, infatti, in un prelievo di cellule dal collo dell’utero e dal canale cervicale durante una normalissima visita ginecologica. Il medico si servirà dello speculum per dilatare leggermente l’apertura vaginale in modo da favorire il prelievo. Dopodiché, verrà prelevato un campione di cellule, introducendo nella vagina una piccola spatola, una spazzolina di plastica o un bastoncino cotonato. A questo punto le cellule verranno fissate su un vetrino ed esaminate in laboratorio per rilevare eventuali segni di anomalie [2].

Bisogna sapere inoltre, che nei due giorni che precedono l’esame, è buona abitudine evitare l’uso di alcuni prodotti che potrebbero alterare il risultato del test, come [1]:

  • spermicidi
  • lavande
  • gel
  • ovuli
  • creme vaginali

È inoltre richiesta un’astensione dai rapporti sessuali nei due giorni precedenti, sempre per non alterare i risultati. Si rischierebbe, infatti, di strisciare sul vetrino anche dello sperma [2].

Le domande più frequenti sul pap test

La maggior parte delle donne che devono sottoporsi al pap test sono travolte da numerose domande. Vediamo di rispondere a quelle più comuni.

Si può fare durante il ciclo mestruale? 

Il pap test può essere effettuato in tutte le fasi del ciclo mestruale, eccetto che nella fase di flusso pieno. Il sangue mestruale potrebbe infatti oscurare la corretta visione delle cellule cervicali. L’esame va quindi eseguito almeno 3 giorni dopo il termine delle mestruazioni e preferibilmente una settimana prima di quando inizierà il prossimo ciclo [3].

I contraccettivi interferiscono con il risultato?

Sia l’uso di contraccettivi orali che della spirale intrauterina non rappresentano un ostacolo all’esecuzione del pap test [3].

In gravidanza si può fare?

Secondo le linee guida, tutte le gestanti, in assenza di un esame citologico recente, dovrebbero sottoporsi a un pap test di screening durante la prima visita. Non ci sono, infatti, controindicazioni nell’esecuzione del test né per la mamma né per il feto [2].

Le donne ancora vergini possono effettuare il test?

Se necessario, anche le donne che non hanno ancora avuto rapporti sessuali possono sottoporsi all’esame. In questo caso, il medico avrà degli accorgimenti particolati. Utilizzerà, infatti, uno strumento speciale per dilatare l’apertura della vagina. In ogni caso, come abbiamo già detto, il rischio di cancro al collo dell’utero è molto basso in una donna che non ha un’attività sessuale. Tuttavia, l’infezione può essere trasmessa anche con rapporti incompleti [1].

Pap test, positivo o negativo

I risultati del test arrivano generalmente dopo pochi giorni e possono riportare due tipi di esito:

  • Negativo: ovvero i risultati non mostrano alterazioni cellulari, quindi risulta tutto a posto. A volte si può comunque rilevare la presenza di microrganismi o modificazioni cellulari di natura benigna, che andrà accertata con altri esami di rilevazione microbiologica [1].
  • Positivo: in questo caso sono state rilevate delle cellule anomale, classificabili in diversi stadi di gravità, da lesioni di basso grado a quelle di alto grado. In questo caso vanno ovviamente effettuati altri esami, come la colposcopia o la biopsia, per capire il tipo di alterazione delle cellule [2]. Sarà in ogni caso cura del medico indicarvi se e quali esami effettuare in caso di esito positivo.

Ora che sappiamo tutte in cosa consiste e quanto è importante il pap test non rimane altro che prenderci cura della nostra salute!

FONTI

[1] Melarossa: PAP test: che cos’è, a cosa serve, come si esegue e quando
[2] Lines.it: Pap test: a cosa serve e quando farlo
[3] Humanitas: Pap Test