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Amore, desiderio e ormoni: cosa succede nel corpo femminile

amore desiderio e ormoni
A San Valentino scopri cosa succede nel corpo femminile quando ci innamoriamo: ormoni, desiderio e legame spiegati dalla scienza.

Con l’arrivo di San Valentino, l’amore sembra essere ovunque: nei messaggi, nei regali, nei social. Ma dietro le emozioni che associamo a questa ricorrenza c’è anche un’intensa attività ormonale, soprattutto nel corpo femminile.

Amore e desiderio non sono solo esperienze romantiche o psicologiche: sono processi biologici complessi, regolati da un delicato equilibrio di ormoni e neurotrasmettitori che influenzano il modo in cui sentiamo, desideriamo e ci leghiamo agli altri.

Capire cosa accade nel corpo femminile quando ci innamoriamo, proviamo desiderio o viviamo una relazione affettiva può aiutarci a leggere le nostre emozioni con maggiore consapevolezza. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza, buona lettura!

Le tre fasi dell’amore (secondo la biologia)

Dal punto di vista scientifico, l’amore viene spesso descritto come un processo in tre fasi principali, ognuna caratterizzata da specifici mediatori ormonali [1]:

  1. Desiderio sessuale: è la componente più istintiva dell’amore ed è guidata da impulsi biologici legati al desiderio fisico. Ha a che fare con la ricerca di piacere sessuale e, dal punto di vista evolutivo, con la riproduzione.
  2. Attrazione romantica: si manifesta come una forte attrazione emotiva e fisica verso una persona specifica. È tipica delle fasi iniziali di una relazione, quando l’attenzione è fortemente focalizzata sull’altro, e può durare mesi o anche anni.
  3. Attaccamento: rappresenta il legame profondo, stabile e duraturo che si costruisce nel tempo tra due partner. È fondamentale per la continuità delle relazioni a lungo termine, come le relazioni di coppia consolidate e i legami familiari.


Queste fasi possono sovrapporsi, durare tempi diversi e variare da persona a persona, ma coinvolgono meccanismi biologici ben definiti.

Desiderio: il ruolo di estrogeni e testosterone

Se l’amore si esprime attraverso fasi diverse, è perché ognuna di esse attiva specifici meccanismi biologici. Nel corpo femminile, in particolare, emozioni e desiderio sono strettamente legati all’equilibrio ormonale. Il desiderio sessuale, prima tappa di questo percorso, è infatti profondamente influenzato dall’azione di [2]:

  • Estrogeni: che aumentano la sensibilità genitale, la lubrificazione vaginale e la recettività agli stimoli.
  • Testosterone: presente anche nelle donne (seppur in quantità minori rispetto agli uomini), fondamentale per la libido.

Durante il ciclo mestruale, il desiderio tende ad aumentare nella fase peri-ovulatoria, quando gli estrogeni raggiungono il picco e il testosterone è relativamente più elevato.

Al contrario ci sono condizioni, come stress cronico, post-partum, allattamento, sindrome dell’ovaio policistico o uso di alcuni contraccettivi, che possono influenzare in modo significativo il desiderio.

Attrazione: dopamina e noradrenalina, l’effetto “innamoramento”

E per quanto riguarda la fase dell’innamoramento invece? È dominata da neurotrasmettitori eccitatori come [3]:

  • Dopamina: associata al piacere, alla motivazione e alla ricompensa.
  • Noradrenalina: che aumenta attenzione, energia e memoria emotiva.


È per questo che all’inizio di una relazione ci sentiamo euforiche, piene di energia, con il pensiero costantemente rivolto all’altra persona, talvolta con riduzione dell’appetito e del bisogno di sonno.

In questa fase si osserva anche una riduzione della serotonina, simile a quanto avviene nei disturbi ossessivo-compulsivi: un dato che spiega perché l’innamoramento possa avere tratti quasi “ossessivi”.

Attaccamento: ossitocina e vasopressina

Superata la fase dell’innamoramento, l’amore tende a trasformarsi in un legame più stabile e rassicurante, sostenuto da specifici meccanismi neuroendocrini che favoriscono la connessione emotiva e la continuità della relazione. Questo accade grazie soprattutto a [4]:

  • Ossitocina, spesso definita “ormone dell’amore”.
  • Vasopressina, coinvolta nella stabilità delle relazioni.


L’ossitocina viene rilasciata durante il contatto fisico, gli abbracci, i rapporti sessuali, ma anche durante il parto e l’allattamento. Nel corpo femminile ha un ruolo chiave nel favorire fiducia, empatia e senso di sicurezza.

Non a caso, nelle fasi della vita in cui l’ossitocina è particolarmente attiva (come il post-partum), il bisogno di connessione emotiva può essere molto intenso, mentre il desiderio sessuale può temporaneamente passare in secondo piano.

Quando gli ormoni “parlano” alle emozioni

Nel corpo femminile, ormoni, emozioni e relazioni sono profondamente interconnessi. Non esiste un amore “giusto” o “sbagliato”, né un desiderio che debba seguire regole fisse: esistono fasi della vita, equilibri ormonali e vissuti personali diversi.

In occasione di San Valentino, può essere utile ricordare che l’amore è anche una questione di biologia, salute ormonale e ascolto di sé. Comprendere cosa accade nel nostro corpo è un primo passo per vivere relazioni più consapevoli, sia con l’altro che con noi stesse.