Lo sapevi che

La pillola anticoncezionale è ormai il simbolo della libertà femminile. La diffusione della pillola, infatti, ha avuto effetti significativi sulla rimodulazione dei rapporti socio-economici di genere, aumentando, in breve tempo ed in maniera strutturale, il numero di donne che, tramite scelte più autonome relative alla propria vita familiare, potevano raggiungere livelli più elevati di studio e di carriera.

La pillola contraccettiva nasce con lo scopo di impedire le gravidanze indesiderate:

  • blocca l’ovulazione inducendo l’ipofisi (una ghiandola posta alla base del cervello) a non stimolare più le ovaie con i suoi ormoni;
  • modifica la consistenza del muco prodotto all’interno del canale cervicale (che dà accesso all’utero) rendendolo impenetrabile agli spermatozoi;
  • modifica la mucosa dell’utero rendendola inadatta all’annidamento dell’ovulo

Spesso l’uso della pillola trova applicazioni diverse da quelle anticoncezionali, in particolare è usata per ridurre i disturbi mestruali in genere: irregolarità mestruale, dolori, mal di reni, flusso abbondante, anemia da ciclo mestruale, e nel trattamento di acne ed irsutismo.

Questa serie di indicazioni fa sì che, ad oggi, sia utilizzata da più di 100 milioni di donne al mondo, in gran parte ragazze di giovane età che la assume per periodi molto lunghi.

La maggior parte dei contraccettivi orali è costituita dalla combinazione di due ormoni sintetici (estrogeno+progestinico) che, come tutti i farmaci, non sono esenti da effetti collaterali.

Alcuni effetti indesiderati sono molto comuni e fastidiosi :

  • Gonfiore e aumento del peso
  • Cellulite
  • Tensione mammaria
  • Cefalea e Nausea
  • Sbalzi d’umore
  • Perdite ematiche (spotting)
L’intensità del disagio può variare tra le donne in funzione della sensibilità, stile di vita (fumo, sovrappeso) e/o di situazione patologiche che possono condurre a rischi più elevati, anche se meno frequenti quali:
  • Sindrome depressiva
  • Aumento del rischio di ipertensione
  • Aumento del rischio trombo embolico
  • Aumento del rischio di epatopatia cronica
  • Aggravamento di fibromi uterini, mastodinia e mastopatia
  • Aggravamento di una condizione già esistente (es. diabete di tipo 2)

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